30/07/09

Tazza sfiziosa di pollo, riso e altro

























Questa e' una rivisitazione di una preparazione che veniva data ai bambini in convalescenza, che necessitavano di cibi leggeri e nutrienti.
Veniva consumata a letto, in una tazza da caffellatte e col cucchiaio. Siccome non era male (me la ricordo ancora) perche' non riproporla, rendendola un po' piu' sfiziosa?
Appena tiepido e' adattissimo al consumo nelle sere estive, quando c'e' inappetenza e poca voglia di cucinare.

Ingredienti per 4 persone
Mezzo pollo
250 gr di riso
Una zucchina
3 cucchiai di pisellini, anche surgel.
Mezza carota
2-3 foglie di basilico

Preparazione
Tagliare la zucchina, senza sbucciarla, a cubetti piccoli (mezzo cm), scartando la parte interna. Separatamente tagliare la carota a cubetti delle stesse dimensioni. Mettere a lessare il mezzo pollo in abbondante acqua. Niente sale. Una volta che il pollo e' cotto spellarlo, disossarlo e farlo a pezzi con le mani, pezzi piccoli di un cm circa. Filtrare il brodo e tenerlo in caldo, a fiamma minima.
In una casseruola che possa contenere sia il riso che i pezzi del pollo versare una meta' del brodo, aggiungere i pezzetti di pollo e il riso e accendere un fuoco medio. Dopo un 5 minuti aggiungere i pezzetti di carota. In corso di cottura il riso deve assorbire quasi tutto il brodo, ma non asciugare come un risotto. Percio' aggiungere via via del brodo caldo, tenendo il riso sempre fluido.
Quando il riso e' arrivato ad essere ben al dente aggiungere i pezzetti di zucchina, i cucchiai di pisellini e ancora due-tre cucchiaiate di brodo. Assaggiare e regolare di sale, mescolando. Dopo un minuto, non di piu', spengere e lasciar intiepidire coperto. Appena e' diventato tiepido va consumato, altrimenti si rapprende.

NOTA - Mentre trafficavo con la macchina fotografica (prova, riprova, sposta qui, sposta la'...) il riso mi si e' proprio rappreso. NO, deve essere ben fluido, una via di mezzo tra il minestrone e il risotto.

Potete servirlo nelle normali fondine, oppure, in omaggio al tempo che fu, nelle tazzone da caffellatte. Quale che sia la vostra scelta spolverateci sopra del basilico a chiffonade (si, insomma, a striscette).
All'assaggio e' saporito e delicato insieme. E' nutriente, per via della carne, e fresco, con piselli, zucchina, carota e il profumo di basilico.
Ma soprattutto e' un piatto unico molto buono: il sapore sorprendera' voi e i vostri commensali. Vale la pena di provare.

Piccolo aggiornamento, da un'osservazione di polepole - Se pensate che il pollo che qui viene cotto due volte, una per fare il brodo e l'altra per far cuocere il riso, venga stopposo, allora aggiungete i pezzi del pollo lesso 5-10 minuti prima di spengere il tutto. Tanto il sapore alla preparazione lo da' il brodo, che si restringe mentre cuoce il riso.


Ciao :-)


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29/07/09

Carpaccio di zucchine, cetrioli, mele































OK, e' caldo e la voglia di accendere i fornelli e' uguale a zero. Ma se avete qualcuno a cena dovrete pure fare un po' di scena....
Ecco allora qualcosa di poco impegno, che riempie l'occhio e che accontenta le boccucce salutiste delle signore.

Ingredienti, per persona
1 zucchina
1 cetriolo piccolo
1 mela, la piu' verde che trovate
1 limone
1 pizzico di rape rosse a julienne (di quelle pronte)

Preparazione
Affettate con l'apposito attrezzo le zucchine, Lasciate la buccia e tagliate a rondelle, alte un 3-4 mm. Via via che affettate spruzzate con succo di limone.
Idem per il cetriolo, anche questo senza sbucciarlo. Per aumentare il colpo d'occhio tagliatelo tenendolo obliquo, in modo da ottenere delle rondelle allungate. Ah, e attenti alle dita. Anche questi spruzzateli via via di limone.
Sbucciate, oppure no, le mele e ottenetene 3-4 spesse fette. Per la voglia di stupire di cui sopra tagliate nel centro in modo che si veda la rosa dei semi. Ma i semi vanno tolti. Anche qui, succo di limone.
Adesso armatevi di pazienza e preparate un piatto per ogni persona, come nella foto sotto.





















Attenzione che le verdure siano inumidite di succo di limone, altrimenti presentereste delle robe annerite!
Per concludere aprite una busta di rape rosse gia tagliate a julienne e aggiungete un po' di colore al piatto.
Nonostante il limone questo piatto non resta fresco e verde troppo a lungo, va preparato al massimo due ore prima di servirlo. Magari mettetelo in frigo e toglietelo un quarto d'ora prima.
Servire con a portata di mano olio evo e succo di limone (ma se non avete degli scicchissimi bricchetti da succo, provvedete dei quarti di limone con infilata una forchettina da dolce). Infine, importantissimo, un sale esotico, non importa quale, basta che sia esotico :-)
Potreste anche proporre un vasetto di mostarda (senape) dolce.

A parte il tono scherzoso che ho usato sino ad ora: e' un piatto molto buono, anche ricco di vitamine e fibre. Bello fresco, adatto alle giornate estive.
Magari dopo si puo' proporre un piatto di formaggi, vedete voi.

Alla prossima :-)


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28/07/09

Anteriore di coniglio, pinoli, pomodorini, basilico






























Carne con questo caldo? Certo: questa ricetta si puo' consumare fredda o anche tiepida, non perde niente in sapore. E' anche una preparazione leggera, adattissima all'estate.

Ingredienti per 4 persone
500 gr anteriore di coniglio
30 gr pinoli sgusciati
300-350 gr di pomodori piccoli (pizzutelli, etc)
1 cipolla
Mezza carota
2 cm di gambo di sedano
5 aghi di rosmarino
Mezzo peperoncino rosso secco
4 foglie di alloro
Abbondante basilico

Preparazione
Premetto che il rispetto delle dosi indicate produce un equilibrio di sapori perfetto, quindi sconsiglio variazioni del momento.
Fare un trito molto fine di cipolla, carota e sedano. Tagliare minutissimamente gli aghi di rosmarino con l'aiuto delle forbici. Fare un concasse' di pomodorini e tenerlo da parte. A me piace lasciare sia buccia che semi, perche' anche loro contribuiscono di sapore. Ma se bucce e semi non vi piacciono sapete gia' come fare.
Dividere il mezzo coniglio in 8-10 pezzi. Il pezzo in fotografia e' un trancio della schiena. In una padella grande abbastanza da contenere tutti i pezzi versare un terzo di bicchiere di olio evo, aggiungere le foglie di alloro divise in due e mezzo peperoncino rosso secco, senza semi.
Asciugare bene i pezzi di coniglio, accomodarli nella padella e far andare a fuoco altissimo per 5-10 minuti, o finche' la carne sara' rosolata. Se avete un paraschizzi mettetelo pure sulla padella, altrimenti preventivate un quarto d'ora aggiuntivo per le pulizie. Girare spesso i pezzi, in modo che tutte le parti sentano il calore, lo scopo e' far chiudere velocemente i pori della carne cosi' che i succhi (il vero sapore) restino all'interno.
Fatta la rosolatura, in una capace casseruola versare un terzo di bicchiere di olio evo e tutte le verdure che sono gia' state tritate. Far soffriggere 4-5 minuti a fuoco medio, facendo attenzione a che il soffritto non colorisca. Aggiungere tutti i pezzi di carne e far andare altri 5 minuti, girandoli spesso. Dopo i 5 minuti, o appena vedete che le verdure scuriscono, versare mezzo bicchiere di vino bianco. Quando il vino bianco e' ritirato almeno della meta' versate il concasse' di pomodori e date una mescolata. Salate senza timidezza, coperchiate e fate cuocere, mescolando ogni tanto, per un 10-15 minuti, o fino a quando il liquido che i pomodori rilasceranno sara' quasi del tutto consumato.
Non serve cuocere di piu', perche' la carne e' stata gia' precotta in padella, durante la rosolatura. Con la rosolatura preventiva il pomodoro viene cotto al punto giusto, perche' i tempi di cottura di carne e pomodori sono differenti. A quel punto spengere il fuoco e aggiungere i pinoli. Mescolare bene, rimettere il coperchio e lasciar raffreddare completamente. In questo modo i pinoli cederanno il loro sapore senza cuocere e resteranno morbidi.
Al momento di servire riaccendere una fiamma moderata e far intiepidire, mescolando spesso. Nei piatti aggiungere qualche foglia di basilico.

Dalla descrizione puo' non sembrare, ma e' un piatto leggerissimo. E' un mio cavallo di battaglia e lo preparo quando voglio fare bella figura. E ci riesco sempre.
E' un piatto molto digeribile (carne bianca) e saporito, dove il naturale acidino dei pomodorini e' bilanciato dal dolce dei pinoli, e dove l'aroma del basilico aggiunge la freschezza.

PS - Vedrete che quelli a cui sono toccate le zampette non resisteranno, e finiranno col mangiarle con le mani, per gustarselo meglio. Provvedete abbondanti tovaglioli di carta.


A presto :-)

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27/07/09

Alici marinate - Le mie

























Un antipasto classico, rivisitato secondo i miei gusti. Questa versione prevede l'uso di alici pre-marinate, cipolla, sedano, grani di pepe.
Ma si fa presto a dire alici marinate... Si fa presto a dire cipolla... Avete mai mangiato al ristorante un orrendo miscuglio, che se beveste un bicchiere di aceto e mangiaste a morsi una cipolla sarebbe stato meglio? Noi invece vogliamo fare di questo antipasto una prelibatezza.
Per ottenere il sapore che voglio io e la leggerezza che voglio io le alici vanno scelte con pignoleria. Io le compro gia' marinate (beato chi puo' farsele da solo) scegliendo quelle che dopo la scottatura in acqua e aceto sono poi conservate sott'olio, senza aggiunta di aromi. L'essenziale e' che il sapore non sia troppo acetoso, rovinerebbe il risultato. Io le trovo al supermercato vicino a casa mia, in una vaschetta di plastica trasparente. Voi non so, dovrete cercare.
E le cipolle: secondo me, per la loro dolcezza, ci vogliono rosse di Tropea (o di Certaldo), perche' altrimenti il sapore troppo acre rovinerebbe il risultato.
Infine il sedano: verde, non troppo grande. Ve l'avevo detto che sono pignolo.... Ma queste sono le poche mie regole che, se rispettate, danno un buonissimo risultato.

Ingredienti
Una vaschetta di alici marinate e conservate sott'olio
Una cipollona di Tropea (o di Certaldo) o due piccole
Uno-due gambi di sedano
Olio evo
Grani di pepe nero
Un cucchiaio di olio piccante

Preparazione
In una vaschetta di vetro coperchiabile che possa andare in frigo accomodare uno strato di sedano a fette, uno di alici (sgocciolate dall'olio ma NON lavate), uno di ruote di cipolla. Fare attenzione a riempire gli angoli della vaschetta. Qualche grano di pepe e un cucchiaio di olio piccante.
Fare un altro strato, ma al posto dell'olio piccante coprire a filo con olio evo, poi un altro strato come questo, e cosi' via fino a esaurimento degli ingredienti. In ultimo aggiungere altri grani di pepe nero.
Chiudere e mettere in frigo, parte meno fredda, per un giorno.
Al momento di servire l'antipasto mettere in ogni piatto 3-4 alici, 2 ruote di cipolla, 3-4 fette di sedano, piu' o meno come nella foto.

Se avete trovato le alici giuste, ossia non troppo acetose, e se avete seguito le proporzioni che ho descritto, l'antipasto sara' un vero successo: saporito, ma non forte, dolce (la cipolla), aromatico (il pepe) e fresco (il sedano).
Ho notato che alle signore piace moltissimo, e solo un naturale ritegno impedisce che ne chiedano ancora (ma ci sono anche signore senza ritegno...).

NOTA - Non fate l'errore di lasciare il contenitore sul tavolo, altrimenti addio antipasto, ceneranno con le alici e le finiranno. Il che, peraltro, potrebbe anche essere un'idea per risolvere la cena....


A presto :-)

24/07/09

Pasta fredda al Tartare e lattuga brasata




















In estate tendiamo a cambiare tipo di alimentazione, diminuendo le carni e aumentando la frutta. Ora, non che in inverno la normale dieta sia sempre l'ideale, ma in estate spesso l'alimentazione e' sbilanciata. All'organismo serve sempre e comunque un insieme bilanciato di sostanze provenienti dagli alimenti. E invece in estate...
Prendiamo per esempio i gelati: sono belli freddi, questo si, ma vi siete mai chiesti cosa c'e' dentro? Olio di palma (vade retro!), margarine, misteriose sostanze chimiche... E come credete che i gelatai preparino i loro gelati "artigianali"? Con grandi buste contenenti polveri non ben identificate! Guardate nei retrobottega....
I carboidrati, come pane e pasta, sono spesso scartati perche' "ingrassanti", ma cio' che ingrassa sono condimenti e quantita'. A Firenze, anni fa, se qualcuno era un po' grasso si diceva che aveva "la malattia dei 3M", ossia "Mangia Meno, Maialone!".
In conclusione: bisogna mangiare un po' di tutto, scegliendo in estate cibi piu' leggeri e digeribili.
OK, tutta questa pappardella era per giustificare il piatto di oggi: un primo di pasta fredda nutrizionalmente completo, a seguire il quale si potrebbe mangiare un'insalata di pomodori (con poco olio e taaanto basilico) e una bella fetta di cocomero fresco. E nient'altro!
Le particolarita' di questo piatto sono due: la lattuga leggermente brasata e il formaggio "Tartare" alle erbe. Il Tartare e' un formaggio francese fresco, molto magro, con sentore di aglio e con tante erbe aromatiche mescolate. Ve lo potreste fare anche da voi, ma al supermercato si trova gia' pronto. Semmai sceglietelo con dentro solo formaggio e erbe, non fidetevi di altre aggiunte.

Ingredienti per 2 persone
180 gr di pasta corta
Un cespo di lattuga (intero? ci vuole, ci vuole)
4 cucchiai di olio evo
Una confezione di Tartare

Preparazione
Prendere le foglie esterne della lattuga (i primi due giri) e tagliare via la foglia lasciando solo il gambo (c'e' il suo perche': la croccantezza). Tutto il resto della lattuga va tagliato in due. In una padellona mettere i 4 cucchiai di olio evo e 4 cucchiai di acqua. NON salare. Far andare qualche minuto a fuoco medio, mescolando, finche' la lattuga sia appassita ma non troppo. Per velocizzare potete coperchiare la padella.
Cuocere la pasta, scolarla al dente, ma lasciandola piu' umida del solito e saltarla in padella con la lattuga, per un minuto. Aggiungere il Tartare e mescolare bene, in modo che il tutto si amalgami a dovere. Allargare la pasta su un vassoio e schiaffarla in frigo per 10-15 minuti per fermare la cottura. Dopo tale tempo travasarla nel contenitore che preferite, chiuderlo e rimetterlo in frigo fino a mezz'ora prima di servire.

Piatto delizioso, con le giuste percentuali di carboidrati, fibre di verdura, vitamine (la velocissima brasatura non le ha eliminate) e grassi (pochi, perche' il Tartare e' magrissimo).
Ma soprattutto buona, il dolce della latttuga si sposa bene con il formaggio magro aromatizzato. E, da considerare, in poco tempo e con pochi ingredienti si rimedia un pasto appetitoso.

A presto :-)


PS - E' buona anche tiepida... Fate voi.

22/07/09

Vermicelli in crema di cipolle dolci




















Sia dato a Cesare quel ch'e' di Cesare: devo l'ispirazione a un post di Virginia/Spilucchino, nel quale si descriveva un primo la cui semplicita' era sinonimo di perfezione.
Ho voluto rifarla, ma... (me, voi mi conoscete, no?) non ho resistito alla tentazione di cambiarla un poco.
La faccio poco lunga, dico solo che l'uso delle cipolle di Tropea -o di Certaldo- e' essenziale, per via della dolcezza. E' un buonissimo piatto, anzi ottimo. Con quasi zero grassi, con nessun problema per l'alito e, dulcis in fundo, digeribilissimo.

Ingredienti per 2 persone
200 gr pasta lunga, io ho usato vermicelli, ma...
350 gr cipolla rossa dolce (Tropea o Certaldo)
6 capperi sotto sale, di quelli piccolissimi
4 foglie di alloro
5-6 cucchiai olio evo
Erba cipollina per guarnire. Forse, molto forse

Preparazione
Sciacquare i capperi e tritarli a coltello. Tagliare la cipolla a fette sottili e metterla in padella con l'olio evo e le foglie intere di alloro. Far andare a fuoco medio per 5-7 minuti, mescolando spesso in modo da far sentire il calore a tutte le fette. Attenzione, la cipolla deve essere appena appena imbiondita. Quindi coprire con acqua e far andare, coperto, per 15-20 minuti, eventualmente aggiungendo acqua per non farle seccare. Le cipolle devono risultare quasi sfatte.
Togliere le foglie di alloro e mettere tutto nel bicchiere del minipimer/frullatore. Aggiungere una presa di sale e il trito di capperi, quindi frullare fino ad ottenere una crema non troppo densa. Assaggiare e eventualmente riaggiustare di sale, frullando ancora per un mezzo minuto.
Cuocere la pasta (io ho usato vermicelli di Gragnano, ma ripensandoci la pasta ideale sarebbe quella fresca, tipo i pici), scolarla e ripassarla un minuto in padella con la crema di cipolle. Nei piatti si potrebbe (notare il condizionale!!!) spolverare un po' di erba cipollina tritata.
NOTA - Nella foto i capperi hanno solo scopo decorativo, l'equilibrio cipolla/alloro non deve essere sconvolto.

All'assaggio: della cipolla e' rimasto solo il dolce, mentre nel sottofondo si percepiscono il mediterraneo profumo di alloro e -appena- un sentore di cappero. Una vera sinfonia mediterranea. E' un piatto dolce, solare e nel contempo delicato. Io e Anna Maria ci siamo guardati e i nostri occhi dicevano: "gia' finita??".

Proponetela tranquillamente ai vostri ospiti, farete una splendida figura.

A presto :-)

19/07/09

Pasta mediterranea sotto l'ombrellone




















Un cibo da consumare sotto l'ombrellone deve essere: fresco, facile da digerire (quindi con pochi grassi), appetitoso e di veloce preparazione, non piu' di mezz'ora. Pasta, quindi, condita con ingredienti mediterranei e, soprattutto, al dente.
Su come mantenere la pasta ancora al dente dopo ore dalla cottura tornero' in seguito.

Ingredienti per 4 persone
400 gr di pasta corta
2 peperoni gialli, precedentemente grigliati, oppure anche no
8-10 filetti di acciughe sott'olio
20 capperi sotto sale
Un cucchiaino di olio piccante
Abbondante basilico in foglie

Preparazione
Mettere a cuocere la pasta. Nel mentre, tagliare a piccoli pezzi le falde di peperone precedentemente grigliato. Se non e' disponibile gia' grigliato poco male: tagliarlo a pezzi di un paio di cm e metterlo nel microonde a tre quarti di potenza per 15 minuti. Il microonde funziona tanto meglio quanto piu' l'alimento contiene acqua, quindi per il peperone e' il mezzo di cootura rapido ideale. Certo, grigliato acquista piu' sapore e con questa ricetta potete riciclare le falde di peperone avanzate dal giorno prima, ma in mancanza...
Sciacquare i capperi. Scolare bene le acciughe dall'olio di conservazione. Mettere tutto nel bicchiere del minipimer, aggiungere il cucchiaino di olio piccante e frullare a oltranza. Non dovrebbe essere necessario aggiungere acqua per facilitare la frullatura, ma giudicate voi. Di solito non serve aggiungere sale, ma assaggiate e decidete. Lo stesso per il piccante del peperoncino: se vi sembra poco aggiungetene un po'. Non e' necessario che la crema sia omogeneizzata al massimo, se resta un po' grezza va benissimo.
Scolare la pasta, al dente, allargarla bene su un vassoio e schiaffarla in frigo, nella parte piu' fredda, per circa 10 minuti. Spiegazione: la cottura della pasta avviene con l'azione concorrente di acqua e alta temperatura, quindi se dopo scolata la si passa sotto l'acqua fredda cessa, si, il calore, ma l'acqua che resta sulla pasta ne continua la cottura, rendendola per di piu' collosa. Se invece la si lascia raffreddare a temperatura ambiente il calore interno ne continua la cottura e il risultato e' una pasta scotta. Il frigorifero e' la soluzione migliore.
Dopo circa 4-5 minuti rigirate la pasta in modo da esporre al freddo anche la parte inferiore e rimettete il vassoio in frigo. Dopo la decina di minuti totale travasare la pasta nel contenitore da spiaggia, versateci sopra la salsa frullata e tanto basilico spezzettato. Mescolare bene, ed e' pronta.

Il piatto e' nutrizionalmente completo, con carboidrati, proteine, vegetali e quasi zero grassi.
All'assaggio si trovera' la pasta ben al dente e si apprezzeranno i diversi sapori: il dolce del peperone, il sapore di mare delle acciughe, il sole dei capperi, il poco piccante che appetisce e stimola la digestione.


Questa ricetta partecipa a Sapore di Sfida III - Ricette sotto l'ombrellone

18/07/09

Un'altra salsina "da inzuppo"

Mi riferisco al post precedente, dove si intingevano bastoncini di pollo in una salsa e si mangiavano poi con le mani. Bene, questa e' un'altra salsina "da inzuppo", piu' saporita della precedente. E' utilizzabile anche per vivacizzare dei bolliti, caldi o freddi. E perche' no, anche certi scipiti e malinconici roast-beef.
E' anche comodissima per riciclare delle falde di peperoni grigliate, avanzate da un pranzo precedente e ormai diventate mollicce e impresentabili. E' una salsina rimedia-tutto!

Ingredienti
Un peperone giallo, precedentemente grigliato
4 filetti di acciughe sott'olio
15-20 capperi sotto sale
Un cucchiaino di olio piccante

Preparazione
Tagliare a piccoli pezzi le falde di peperone precedentemente grigliato. Sciacquare i capperi. Scolare bene le acciughe dall'olio di conservazione. Mettere tutto nel bicchiere del minipimer, aggiungere il cucchiaino di olio piccante e frullare a oltranza. I peperoni sono piuttosto acquosi, ma se la salsa vi sembrasse troppo densa aggiungete poca acqua. Di solito non serve aggiungere sale, ma assaggiate e decidete.
Salsina da inzuppo molto saporita, piacera' molto. Solo un'avvertenza: servitela insieme al piatto principale, non prima, altrimenti ve la finiranno col pane. A me e' successo.

Buon appetito !

17/07/09

Bastoncini di pollo e salsa "da inzuppo"

PREMESSA: non ho avuto tempo ne' voglia di fare il servizio fotografico. Immaginate voi colori e profumi, non andrete poi lontano dalla realta'.

Da fuori osservavo i ragazzetti che da McDonald prendevano con due dita i bastoncini roventi di patate fritte, li inzuppavano nel ketchup, se li portavano alla bocca e li sgranocchiavano con evidente piacere. Ma non solo i ragazzetti, anche gli adulti. Ho pensato che meta' del gusto del pasto fosse proprio nell'uso delle mani, come (quando e' possibile) noi mangiamo il cosciotto di pollo a morsi, oppure addentiamo con lussuria una fetta di cocomero.
Ma ho anche pensato: chissa' con cosa hanno fritto quelle patate, e chissa' cosa c'e' veramente dentro alla salsa ketchup.
Quindi... invenzione di un secondo da mangiarsi con le mani, ma a zero-grassi: bastoncini di pollo al forno e salsa "da inzuppo".



BASTONCINI DI POLLO AL FORNO.

Cosi' semplice da non richiedere neanche l'elenco degli ingredienti.
Ridurre il petto di pollo a fette, quindi ricavare dei bastoncini spessi circa 1 cm e lunghi 5-6 cm. Spennellarli di olio evo (giusto un velo) e rotolarli nel pangrattato al quale avrete mescolato due prese di sale.
Su una placca da forno mettere un foglio di carta da forno e su di esso disporre, vicini ma non a contatto, i bastoncini di pollo. Cuocere a 180 gradi per 15-20 minuti, o finche' non siano molto ben dorati.
A mezza cottura dare una scossa alla placca da forno, in modo da girarli un po'.
Da mangiare inzuppandoli nella salsina a zero grassi che segue.



SALSINA PER BASTONCINI DI POLLO

Semplice e senza grassi. Adatta per inzupparci i bastoncini di pollo che, impanati e cotti al forno, necessitano di un rinforzino di sapore.

Ingredienti
300 gr di pomodorini pizzutelli, o simili
6-8 olive nere in salamoia
Mezzo peperoncino rosso secco, no semi
7-8 foglie di basilico

Preparazione
Spezzettare i pomodorini. Sciacquare, denocciolare e sminuzzare le olive. Triturare il basilico. In una padellina mettere 6 cucchiai di acqua e il peperoncino. Far andare 2 minuti a fuoco medio, quindi aggiungere il pomodoro e le olive. Mescolare, coperchiare e far andare circa 10 minuti. Dipendendo da quanta acqua rilasciano in cottura i pomodori, controllare un paio di volte che non si secchi, eventualmente aggiungere un po' di acqua.
Mettere il tutto in un frullatore/minipimer assieme al basilico e frullare a oltranza. Assaggiare e regolare di sale. Se si aggiunge il sale, frullare ancora per mezzo minuto.


Salsa da mangiare in giornata, e' la classica salsa da "inzuppo", adatta a cibi non tanto saporiti. Ne' aglio ne' cipolla, cosi' l'alito e' salvo. E' gustosa e sana: assolutamente a zero-grassi.


NOTA PER VEGETARIANI E VEGANI: al posto dei bastoncini di pollo si possono utilizzare dei bastoncini di zucchine e/o melanzane. Stesso procedimento, tempo di forno leggermente superiore.


NOTA PER TUTTI - Fatene un po' di piu', vi spazzoleranno i bastoncini in un attimo. E non c'e' cuoco piu' felice di quello a cui chiedono: "non ce n'e' piu?"

16/07/09

Per chi c'era e per chi non c'era...

















E il fettunta party e' andato. Splendidamente. Posto incantevole, in collina, una frazione di poche case, silenzio, vista che spazia per chilometri.
La nostra ospite, Giulia (Juls) ci ha accolto in un giardino molto ampio, tenuto benissimo (e bravo babbo!).
E noi che, alla fine, siamo dovuti tornare al traffico e al cemento, nel caldo delle bassure.... SIGH!!!






















L'idea era che ognuno si portasse il pane e l'olio necessario alle sue fettunte, poi e' andata che ognuno ha portato qualcosa d'altro e il risultato e' stata una cena pantagruelica sotto le stelle.
Vi riporto solo l'elenco del cibo disponibile, giudicate voi...

Festival di crostini vegetariani (Corrado, post del 28/05)
Conchiglie ripiene (Corrado, ricetta nei prossimi post)
Zucchine grigliate (babbo di Giulia)
Peperoni grigliati (babbo di Giulia)
Fettunta, ben agliata (tutti)
Fagioli cannellini biologici, lessati a regola d'arte (mamma di Giulia)
Panzanella (Livio/San Bernardo)
Schiacciatine pomodoro e origano (Silvia)
Pomodorini della fortuna, per il giochino gastronomico (Anna Maria e Corrado)
Un salame toscano (intero!!! di Livio)
Cakes salati con zucchine e pancetta (Silvia)
Torta di nocciole al cioccolato, con tanta panna montata (Giulia)
Due Torte con le mele (della nonnna, applauditissima, di Giulia)

Forse c'era anche altro, ma nell'assagia qui-assaggia la', probabilmente mi e' sfuggito.

Qualche ora passata in serena compagnia, al fresco e sotto un cielo pieno di stelle, che in citta' non possiamo nemmeno vedere.

Siccome parliamo tutti i giorni di ricette, per una volta ho deciso di fare solo la cronaca della serata: non cibo, ma persone.
E siccome le immagini valgono piu' delle parole, ecco qualche foto. Di quelle prese al volo, magari anche mosse, ma testimoni del momento.


Giulia che pulisce le acciughe...




























Livio e la sua pipa...




























Corrado, bozza per un possibile futuro monumento (ciao, Mariu')




























Barattoli con l'occorrente per il festival di crostini (solo 6 tipi, non mi sono allargato piu' di tanto)





















Giulia, mia moglie Anna Maria e la sorella di Giulia, appena diplomata





















Silvia (furfecchia) con i suoi bellissimi bambini, e Chiara




















Il babbo di Giulia, addetto al barbecue. Notare il modello maxi di barbecue..


























La sorella, che tentava di sfuggire al fotografo petulante....

























Giulia, Andrea e Chiara

























La mamma di Giulia, la nonna (la famosa nonna!), Anna Maria






















Una coccinella portafortuna sulla spalla di Giulia (siamo o non siamo in campagna?)




















E d eccosi al momento del giochino gastronomico: i pomodorini della fortuna. In origine il gioco si chiamava "le pallette della fortuna", dove le pallette sono delle polpettine. Ma con il caldo non era il caso di proporre roba fritta, quindi abbiamo ripiegato su dei pomodorini ciliegini ripieni. Non vi dico la pazienza di Anna Maria (mitica!) nello svuotare i pomodorini ciliegini per poi farcirli, aggiungere una foglia di basilico e fermarli con uno stuzzicadenti.

Ecco, qua sotto, quelli che hanno scelto di partecipare al giochino con il proprio pomodorino levato in alto, in attesa del famoso "uno-due-tre".














Il giochino consiste nell'indovinare il contenuto del pomodorino. Dopo un '"uno-due-tre" tutti assaggiano il loro pomodorino e tentano di battere gli altri in velocita' nel dichiarare cosa c'era nel loro pomodorino.

Ecco, dopo il "via", i partecipanti che, assorti, tentano di stabilire cosa c'e' nel loro pomodorino.













Adesso devo spiegare come funziona il giochino (che, tenere presente, si puo' fare una sola volta) e chiarire il perche' i pomodorini sono detti "della fortuna".
La fortuna non e' del vincitore, ma di tutti gli altri, dato che uno dei pomodorini contiene polvere del piu' micidiale peperoncino in commercio. E' un giochino perfido, ma di sicuro divertimento, salvo che per uno...


Qua sotto si cominciano a vedere i primi effetti...






















SI, e' toccato a Livio!!


Il quale pero', passato il primo momento, e' stato premiato con l'ultimo modello di mouse della Microsoft. Notare la bocca, ancora in fiamme...



























E chi invece aveva indovinato davvero il contenuto? Sono state la cognata di Livio e Chiara, che hanno ricevuto un piccolo premio anche loro: la cognata ha scelto una penna ripiegabile da borsetta con annesso portachiavi, mentra Chiara ha scelto una saliera in acciaio contenente uno speciale sale allo zenzero.

Dopo le risate (di tanti) e la forzata impassibilita' (di uno), ci siamo rilassati con i dolci.
Fa-vo-lo-si.
Per il dolce di Giulia tocchera' a lei darvi la ricetta.


In chiusura ecco qua sotto Chiara che spupazza i due splendidi bimbi di Silvia.





















































Una serata bellissima. Per chi non c'era posso solo dire: peccato!!!
Comunque a Settembre faremo una replica magari di Sabato sera, cosi' avremo piu' partecipazione.

A domani :-)


Piccolo doveroso aggiornamento - I cakes salati erano di Silvia! Chiedo venia...

15/07/09

Vellutata fredda di salmone e cetrioli - Zero grassi





















E' tempo di preparazioni fredde, saporite, ma con pochi grassi. Oggi un'altra vellutata, veloce e gradevolissima. Io ho usato il salmone fresco, ma altri pesci possono essere usati, se sapete sfilettare e diliscare bene il pesce.
Preparazione adattissima per una cena rinfrescante dopo un giorno di mare.

Ingredienti per 2 persone
100 gr salmone fresco
150 gr tra patate e zucchine
2 cetrioli medi
Cime di finocchietto, oppure aneto, oppure basilico
Un limone
Brodo vegetale

Preparazione
Sbucciare i cetrioli, tagliarli a tocchetti, spruzzarli col succo di mezzo limone e metterli in frigo, coperti con la pellicola di plastica. Sbucciare le patate e le zucchine e tagliarle a tocchetti. Metterle a cuocere nel brodo vegetale (niente sale) finche' le patate non sono morbide. Tritare a coltello il filetto di pesce e il finocchietto o l'aneto. Se decidete di usare il basilico limitatevi a 2 foglie 2.
Mettere nel bicchiere del minipimer tutti gli ingredienti meno che i cetrioli, aggiungere 2 mestoli del brodo di cottura e il succo di mezzo limone. Frullare finche' non e' tutto omogeneizzato. Assaggiare e regolare di sale. Se si sente poco l'aroma dell'erba aromatica (aneto, finocchietto o basilico che sia) aggiungerne un poco. Valutate voi, si deve sentire il sapore del pesce, e l'aroma dell'erba aromatica non deve prevalere. Azionare il minipimer ancora per un mezzo minuto.
Mettere in frigo e togliere 20 minuti prima di servire. Sui piatti singoli aggiungere i pezzetti di cetriolo. Se credete, mettete in tavola anche dei cubetti di pane abbrustolito, ma non lo consiglio, il sapore del pane abbrustolito e' forte e coprirebbe i sapori della vellutata. Consiglio invece un vino bianco secco, leggero e ben fresco.

Ecco qua, sapida e rinfrescante, ma zero grassi aggiunti. All'assaggio si apprezza la delicatezza dell'insieme, c'e' il sapore del mare e il profumo dell'erba aromatica, con la freschezza del cetriolo.

Alla prossima :-)

08/07/09

Paternostri in vellutata di patate al basilico - Zero grassi

















Una minestra vellutata col caldo? Certo, basta che non sia bollente. Ecco una preparazione adatta alle sere di estate, profumatissima. Se avete invitati proponetelo pure, vi riempiranno di lodi. Dulcis in fundo, per chi segue diete o sospira entrando nel costume, e' a zero grassi!
Semplice semplice. Ecco che andiamo...

Ingredienti per 2 persone
100-120 gr di paternostri (ditalini, per i non toscani)
4-5 patate gialle di circa 6 cm
4-8 foglie di basilico, dipende da dimensioni e profumo
Brodo di verdura, abbondante

Preparazione
Sbucciare le patate, tagliarle a tocchetti e cuocerle nel brodo di verdura, finche' risultino tenere. Anche nella pentola a pressione, se credete, il sapore sara' piu' deciso. Se il brodo di verdura e' di vostra produzione, OK, altrimenti usate un dado, che avrete accuratamente scelto con poco sale, e leggendo bene l'etichetta.
Mentre le patate cuociono nel brodo mettere a lessare i paternostri in brodo di verdura, senza aggiungere sale. Il perche' della cottura separata dei paternostri e' chiaro: se li cuocessimo nella vellutata si attaccherebbe tutto e non profumerebbe di basilico, ma di bruciato. Vade retro!!
Ora, la vellutata. Tritare finemente le foglie di basilico, Mettere le patate in un bicchiere da minipimer insieme a 4 mestoli di brodo di cottura delle patate stesse e a un pizzico di basilico tritato. Un pizzico, non tutto, assaggerete dopo, a vellutata pronta, e deciderete se serve aggiungerne ancora. Dipende da quanto e' forte il basilico, bisognera' assaggiare e valutare.
Azionare il minipimer fino a ottenere una crema molto fluida, aggiungendo se serve brodo quanto basta. Assaggiare la vellutata e aggiustarla di sale. Eventualmente aggiungere altro basilico. Azionare ancora il minipimer per omogeneizzare il tutto.
Scolare la pasta e metterla nelle fondine assieme alla vellutata. Vietato, almeno secondo me, aggiungere olio a crudo, o formaggio, anche per non alterare la delicatezza dei sapori.

All'assaggio si apprezzano la setosita' della vellutata, ottenuta col brodo, e l'inebriante profumo del basilico. L'insieme e' delicato e saporito insieme. Me lo dico da solo e senza modestie: Ottimo.
Accompagnare con vino bianco secco non troppo freddo.

06/07/09

Spaghetti serali ai profumi mediterranei

















Di questi tempi vedo negli altri blog torte, tortine, dolcetti, biscotti, sorbetti, gelati, bruschette, insalate di..... (di tutto!), e cosi' via.
C'e' da chiedersi se gli altri foodbloggers mangino solo queste cose, o se magari dopo la preparazione e la pubblicazione si facciano due mozzarelle e poco altro.
Padronissimi. Siccome io sono un tipo indipendente e un po' anticonformista in questi giorni cucino -e mangio- tutt'altro.
Per esempio pensando a una cena estiva, quando si fa scuro e l'aria rinfresca, proponete agli invitati un primo leggero e profumato, e' quello che ci vuole. Vegetariano e senza grassi. Senza aglio ne' cipolla.
Quindi, sia per creare nuovi accostamenti di sapori e profumi, che per "épater le bourgeois", vado a proporre la preparazione che segue. Vi assicuro: grande successo, sia all'occhio che al palato.

Ingredienti per 2 persone
200 gr di spaghetti, oppure farfalle grandi
2 cucchiai di capperi sotto sale
5 cucchiai di pinoli
Un pizzico di buccia limone grattugiata
3 cucchiai di olio al basilico
2 foglie di basilico
Due rotoli di pasta frolla pronta
Una tortiera di metallo di 25 cm di diametro

Preparazione
Se dovete preparare per piu' di due persone tenete conto di dover infornare piu' tortiere contemporaneamente.
Accendere il forno e portarlo a 180 gradi. Se non avete l'olio al basilico preparatelo mettendo in un minipentolino 4-5 foglie di basilico, coprendole di olio e facendole andare a fuoco basso per 3-4 minuti. Spengere e lasciare raffreddare.
Sciacquare brevemente i capperi. Metterli in una boule insieme ai pinoli. Tritare le due foglie di basilico e aggiungerle nella boule. Stendere un rotolo di pasta frolla su della carta da forno. Rifilare i contorni a forbice. Forzare l'insieme carta/frolla nella tortiera. Tagliare l'altro rotolo di frolla a misura della tortiera, piu' un paio di cm.
Scolare gli spaghetti e versarli nella boule. Ho anche provato con un altro formato, le farfalle giganti, forse sono migliori degli spaghetti, ma quelle non le ho fotografate. Spolverizzare con la buccia di limone grattugiata. Mescolare a lungo, in modo da far insaporire bene la pasta. Quindi aggiungere l'olio al basilico e mescolare nuovamente.
Versare la pasta cosi' condita nella tortiera, coprire con l'altro disco di pasta frolla e stringere bene assieme i bordi dei due dischi, magari anche arrotolandoli un poco verso l'interno della tortiera.
Infornare per 15-20 min, o fino a quando la superficie sara' ben colorita.

Sotto, l'aspetto all'uscita dal forno.
















Se si sono infornate due tortiere verso meta' cottura bisogna scambiarle di posto, in modo che entrambe sentano lo stesso calore.
Sformare aiutandosi con un piatto (proprio come si volterebbe una frittata), togliere la carta e capovolgere poi delicatamente il piatto sul vassoio da portata. Servire subito.
All'assaggio i vari sapori si fondono in un bilanciato insieme: i capperi, i pinoli, il basilico, il limone. Tuttti formano una vera sinfonia mediterranea.
Vino: un bianco secco e freddo al punto giusto.
Preparazione appetitosa e leggera. Come ho gia' detto e' un successo assicurato. Se non vi fanno l'applauso e' perche' sono degli snob.

03/07/09

Mi hanno detto che .......

OK, se ne sente dire tante, e alcune sono proprio da fantascienza.
Ma l'ultima che ho sentito merita un approfondimento, specie per chi, come me, e' meglio che segua una dieta con pochissimi grassi.
Riguarda la cottura della carne su un letto di sale, piu' o meno aromatico. Devo proprio provare. La tecnica di cottura e' particolarmente adatta alle carni bianche, a cui darebbe sapore senza quasi apporto di sodio. E ovviamente senza fare uso di grassi.
Si tratta di usare una normale padella nella quale spargere abbondante sale, aromatizzato o meno, far scaldare bene il tutto e appoggiarci sopra le fette di petto di pollo. Dopo un po' girarle. Non ho idea di cosa succeda al sale quando si arroventa, ripeto: devo provare.

Quindi vi faccio la Domanda numero 1: avete mai provato a fare una cottura cosi'? O ne avete notizie?

Un'altra che ho sentito riguarda l'insaporimento con cocktail di erbe aromatiche delle carni cotte alla griglia o sulla piastra. Il concetto sarebbe che le erbe aromatiche al gran calore bruciano e perdono gli aromi, anzi producendo sapori spiacevoli.
Allora, l'idea: fare un infuso (o decotto? non ho mai capito la differenza, non sono un tisanomane..) in acqua di erbe aromatiche, filtrando poi il risultato. Quindi, usando uno spruzzatore, vaporizzare la carne in cottura. Pare che si riesca ad aggiungere alla carne del puro aroma.

Ecco allora la Domanda numero 2: avete mai sentito di una tecnica del genere? O avete mai provato?

E ci sarebbe anche la Domanda numero 3: come si fa ad aromatizzare del normale sale con l'aroma che vogliamo noi, foss'anche l'aroma di affumicato? Conoscete qualche sistema?

Lasciatemi il vostro parere, per favore.



P.S. - Io sono qui, voi dove siete? La citta' oggi e' gia' mezza vuota e ho notato che i foodbloggers che conosco stanno rallentando il numero delle pubblicazioni e dei commenti.
Ma che: siete gia' tutti in ferie?
Facciamo una cosa: se passate di qui lasciate per favore una riga una di commento, giusto per farmi sapere che ci siete e mi leggete.

Graziegraziegraziegrazie :-)

02/07/09

Mini quiches al formaggio, aromatizzato

















Ricettina veloce veloce per mini-quiches da proporre in occasione di un aperitivo, o di una cena in piedi, o come antipasto. Di solito piace molto alle signore.
Nota sulle dimensioni - le quiches devono risultare veramente mini. Per dare un'idea delle dimensioni: nella foto il piattino mostrato e' un piattino da caffe'.
Tempo di preparazione per ogni quiche: 2 minuti. Di cottura: 10-15 minuti.

Ingredienti
Pasta frolla pronta
Formaggio saporito a pasta dura: grana, emmenthal, pecorino mediamente stagionato etc
Pepe cubebe (di Giava), ma anche nero generico
Basilico fresco
Sale rosa himalayano, ma anche bianco grosso

Preparazione
Per ogni mini quiche servira' uno stampo da forno, anche di metallo, a forma di coppetta, tonda o quadrata non importa. L'importante e' che le coppette siano piccole, 4-5 cm. Piu' sono piccole e piu' saranno gradite le mini quiches. Altrettanto importante e' che lo stampo abbia il fondo piatto, cosi' che la quiche, una volta pronta, sia stabile e non rotoli in tutte le direzioni sui piatti di servizio.
Portare il forno a 180-200 gradi. Tagliare il formaggio a cubetti molto piccoli, diciamo mezzo cm al massimo. Tritare finissimamente le foglie di basilico. Stendere la frolla e rullarla, per togliere eventuali pieghe.
Dalla frolla ricavare dei pezzi della forma della coppetta, ma piu' grandi di almento 2 cm sui bordi. Appoggiare la frolla cosi' formata su della carta forno e ritagliare la carta seguendo i contorni della frolla.
Spingere l'insieme carta/frolla dentro la coppetta e con le dita premere bene, in modo da far aderire alle pareti, ma soprattutto al fondo piatto della coppetta.
Mettere nella coppetta un cucchiaio di formaggio a cubetti e farci sopra una macinata di pepe. Consiglio il cubebe per via del suo buonissimo aroma, ma in mancanza puo' andare bene anche il normale pepe nero. Aggiungere pochi, pochissimi, quasi solo simbolicamente, frammenti di foglie di basilico.
Quindi mettere un'altra cucchiaiata di formaggio, poi un'altra grattata di pepe e pochi frammenti di basilico, e cosi' via fino all'orlo. Sopra l'ultimo strato di formaggio non mettere ne' pepe, ne' basilico. Limitare il livello del ripieno a un cm sotto al bordo della coppetta. Ultimare con una macinata di sale rosa himalayano, o di sale grosso normale. Ripiegare un poco in dentro i bordi di frolla eccedenti.
Mettere in forno gia' caldo per almeno 10 min, o fino a quando i bordi appaiono ben coloriti. Far raffreddare e servire a temperatura ambiente, con insieme dei chicchi di pepe a guarnire.

Queste mini quiches sono dei bocconcini deliziosi, l'ideale per accompagnare un aperitivo o in occasione di cene in piedi, ma anche come antipasto.
All'assaggio i sapori della frolla, dei formaggi fusi, del pepe e del pochissimo basilico -che internamente avranno profumato il ripieno senza cuocersi- si fondono armonicamente. Le mini quiches saranno spazzolate in un attimo.

Alla prossima :-)



Ricordatevi che per il 15/07 sera nella campagna toscana abbiamo organizzato un "Fettunta Party": siete invitati.
Dettagli
QUI.

01/07/09

Piccolini al caviale, senza panna
















Premetto che aggiungere latte o panna nei primi a me non piace per niente. D'altra parte se il condimento e' di per se' un po' secco, poi pasta e condimento se ne staranno li', nel piatto, come separati in casa. Quindi un legante ci vuole. Guardando in giro in Internet ho visto che molti propongono della crema fluida di fagioli, ma mi son detto "Basta con i fagioli, almeno per un po'...". Gia' ci prendono in giro, a noi fiorentini, per l'amore che abbiamo per i fagioli!!
Ho allora sperimentato un legante leggermente alcoolico. Dico leggermente, perche' altri cuochi, insieme al caviale, usano sempre dei superalcoolici. Passi per la vodka che non lascia quasi nessun sapore residuo (e allora che ce la mettiamo a fare?), ma il whiskey (notata la e? capito di quali sto parlando?), proprio no. Sapore e profumo di torba sono assolutamente prevaricanti.
Il caviale: nelle preparazioni a crudo sarebbe richiesto il caviale vero e proprio, ma quando lo si usa in preparazioni calde o tiepide vanno bene anche le uova di lompo, che costano molto meno. Ma se preferite il caviale, almeno evitate quello russo, cresciuto in fiumi inquinatissimi e contenente in abbondanza metalli pesanti. Scegliete invece quello italiano di allevamento, piu' difficile da trovare, ma sicuro e di qualita' superiore, almeno per me. Non sparatemi, prego, prima provateli entrambi.
Per bilanciare il sapore del caviale ho usato dei pinoli, possibilmente freschi e rigorosamente NON tostati. Come formato di pasta: e' obbligatorio utilizzare il piccolo formato, in modo che i vari sapori ci si leghino meglio.
Esecuzione molto veloce, poco piu' del tempo di cottura della pasta. La preparazione e' stata sempre molto gradita, anche dai buongustai.
Questa era l'anteprima, passiamo alla ricetta...

Ingredienti, per 2 persone
160 gr di pasta piccola, ma non da brodo. Tipo: i Piccolini.
70-80 gr burro
2 spicchi aglio
Un pezzetto di peperoncino rosso secco
Mezzo bicchiere Prosecco, o spumante secco
40 gr di uova di lompo
Due cucchiai colmi di pinoli, meglio se freschi
Mezzo limone, per grattugiare la buccia
Erba cipollina, per guarnire

Preparazione.
Grattugiare la buccia di mezzo limone, parte gialla ovviamente. Sbucciare l'aglio e tagliarlo a meta' per il lungo.
Dopo aver versato la pasta nella pentola (acqua pochissimo salata), in una casseruola mettere a fuoco basso il burro, i pezzi di aglio e il peperoncino. Far insaporire bene il burro, poi togliere l'aglio e, se credete, il peperoncino. A meno che la pasta non sia gia' pronta spengere il fuoco, altrimenti il burro cuoce troppo.
Scolare la pasta al dente, salarla dentro il colapasta (ho usato sale rosa dell'Himalaya per il suo profumo, ma va bene anche il sale bianco grosso, purche' macinato al momento) e versarla nella casseruola col burro, riaccendendo un fuoco ben vivace.
Mescolare la pasta una volta, poi aggiungere subito il mezzo bicchiere di prosecco e i due cucchiai di pinoli.
Il prosecco servira' insieme da legante del condimento e da sgrassante, oltre che ad ammorbidire i pinoli.
Far ritirare il prosecco della meta', mescolando continuamente, dopo di che aggiungere le uova di lompo. Mescolare una volta (solo una, per non rompere le uova) e togliere dal fuoco. Fuori fuoco spolverare con la buccia grattata di limone e impiattare.
Servire con a parte dell'erba cipollina tritata finemente, che ognuno potra', se vorra', cospargere sul proprio piatto.

All'assaggio l'insieme e' molto ben bilanciato: il sapore tipico del caviale e' ammorbidito dai dolci pinoli, c'e' l'aroma del prosecco e il profumo del limone.
Adatto per le sere d'estate, anche se avete a cena dei gourmet, o presunti tali. Noi l'abbiamo trovato molto leggero e saporito, anche adatto -per la sua raffinata delicatezza- ad occasioni di un certo tono, placé o in piedi che siano.
Naturalmente accompagnare con lo stesso prosecco usato nella preparazione, servito ben freddo.



Ricordate che per il 15/07 sera nella campagna toscana abbiamo organizzato un "Fettunta Party": siete invitati. Dettagli QUI.