In effetti dalla foto sembra che sia scoppiato un hamburger, ma mi si e' spezzato mentre cercavo di esporre l'interno. Pero' come hamburger e' squisito.
Continuando a leggere scoprirete i segreti del mitico "Hamburger Jucy Lucy".
E' talmente famoso che persino un complesso rock si e' voluto battezzare come lui.
In teoria il Jucy Lucy e' un cheeseburger. In pratica e' un insieme di due burger sovrapposti, con in mezzo del formaggio. Gli hamburger vengono sigillati sui bordi e piastrati, utilizzando anche un singolare accorgimento di cottura.
Quando si addenta un Jucy Lucy si e' alluvionati e sopraffatti da bollente e squisito formaggio fuso.
Il Jucy Lucy e' stato inventato negli anni '50 in un bar di Minneapolis, la twin city del Minnesota. La paternita' dell'invenzione e' contesa tra due bar della stessa strada, Cedar Avenue. Uno, il "5-8 Club", afferma di averlo creato nel 1950, l'altro, il "Matt's Bar" di averlo messo sul menu nel 1954.
Chi ha copiato chi? Non si sa, ma e' certo che la guerra tra i due bar continua tutt'oggi. Per motivi di copyright uno lo chiama "Jucy Lucy", l'altro aggiunge una "i" e lo chiama "Juicy Lucy".
La pubblicita' del Matt's Bar proclama "Remember, if it is spelled correctly, you are eating a shameless rip-off!" dove rip-off e' slang per "fregatura".
Mentre sulle magliette indossate dallo staff del 5-8 Club si legge "If it's spelled right, it's done right".
Chiunque l'abbia inventato, il Jucy Lucy e' citato da Time Magazine, niente di meno, come uno dei "17 most influential hamburgers".
Il nome? Pare che un cliente abituale, un giorno d'inverno del 1954, abbia chiesto di fare un cheeseburger raddoppiando la dose di carne e mettendo il formaggio al centro anziche' sopra.
Il cuoco lo accontento' e quando il nuovo cheeseburger fu addentato il cliente esclamo' "Oooh, that's one juicy lucy!". Sembra che il cliente usasse la parola Lucy d'impeto, per far rima con Juicy, e che nessun significato recondito sia associato alla parola "Lucy".
Visto il subitaneo successo il nome fu poi trascritto sul menu dal cuoco, che pero' omise per sbaglio la "i". Il resto e' storia.
Ultima curiosita': quale degli hamburger serviti dai due contendenti e' il migliore? Pare che sia quello del Matt's Bar, sia per qualita' della carne che per quella del formaggio, e che tra i due sia il piu' "Juicy".
Da notare che il Matt's Bar non ha la grande cucina che invece ha il 5-8 suo concorrente. Ha anzi un piano cottura di 2m per 1, insomma e' un puro grill bar, se vogliamo un "postaccio".
Ma la qualita' vince sempre, tanto che il Presidente Obama ha mangiato un Jucy Lucy da loro, e non al 5-8.
Titoli sui giornali: "Obama takes a position on Jucy Lucy! ". Se interessa c'e' un video amatoriale, QUI
Ma torniamo al mio tentativo di Jucy Lucy, per MTC 49
Intanto la carne: su consiglio di Marco Stabile e' da preferire il taglio detto "Copertina di spalla", che tempo fa era economicissimo ma che da quando gli chefs hanno iniziato a usare e' molto aumentato di prezzo. Io ho reimpastato a mano il macinato dopo averlo spolverato con poco peperoncino in polvere.
Poi il formaggio: in USA piacciono le cose un po' esagerate, quindi il formaggio dev'essere coloratissimo. Per un certo tempo si diceva che il formaggio usato era Cheddar, ma poi ci furono delle discussioni con gli inglesi e da allora il formaggio usato nei Jucy Lucy e' denominato "American cheese".
Il vero Cheddar diventa arancione solo dopo un lungo affinamento, e pertanto e' ormai prodotto artigianalmente o poco piu', dato che un lungo affinamento significa un protratto fermo di capitale. Caratteristica questa molto poco gradita alla grande industria. E comunque in USA, anche secondo buon senso, l'enorme quantita' di formaggio arancione usato ovunque (per gli americani un formaggio piu' e' colorato e piu' sembra buono) non poteva essere tutto e sempre del vero Cheddar.
In USA, se vi capita, scegliete sempre formaggi pallidi, se non altro ingollerete meno colorante. L'American cheese e' formato da scarti di lavorazione di latticini e NON E' quello che si dice un formaggio naturale.
Gli stessi produttori, se obbligati, lo chiamano "Processed cheese".
Leggete cosa dicono di esso alcuni: "Also referred to as American cheese, any of several types of natural cheese that are pasteurized to lengthen storage life and combined with emulsifiers to add smoothness. Some processed cheeses may contain added colorings and preservatives. Products labeled cheese "spreads" contain added liquid for a softer, more spreadable mixture. Processed cheeses keep well, but lack the distinctive flavor and texture of natural cheeses".
Detto questo, mi sono procurato, al costo di un botto, del Cheddar proclamato originale.
Come altra farcia ho aggiunto delle patate fritte, perche' in USA se non ci sono le patate fritte sembra che manchi qualcosa di fondamentale.
Come contorno ho usato degli anelli di cipolla fritti, ma nella farina di mais, per aggiungere sapore e colore.
Per i buns ho usato la ricetta gia' spiegata in un mio precedente post, QUI
Mentre in USA un Jucy Lucy e' grande tra i 5 e i 6 pollici (diciamo 13-14 cm) io ho preferito farne una versione mini, sugli 8 cm.
Per costruire un Jucy Lucy servono due burger normali. Su uno di questi si stendono tre strati di fettine di Cheddar, ritagliate per non uscire dai bordi.
Si sovrappone l'altro burger e si schiacciano fortemente i bordi per evitare che il Cheddar esca in cottura. Il risultato assomiglia a un disco volante.
E arriviamo alla cottura e all'accorgimento usato.
Siccome lo spessore del doppio burger e' elevato, c'e' il serio rischio che bruci di fuori e non cuocia dentro. E, peggio ancora, che il formaggio non si fonda come dovrebbe.
Con un pentolino messo sopra si genera una camera calda e il calore di cottura puo' essere tenuto piu' basso, in modo da evitare le bruciacchiature superficiali.
Ma non basta...
Versando poca acqua intorno al pentolino si ottiene una piastratura "aiutata da vapore", che consente di tenere morbida la carne e di prolungare la cottura, cosi' da dar modo al calore di arrivare all'interno e fondere il formaggio. Dopo cotto salare con sale grosso.
Mentre e' in corso la cottura "al pentolino" si friggono gli anelli di cipolla, prima panati nella farina di mais. Una volta fritti gli anelli si gettano nella faina di mais e, bollenti come sono, catturano altra farina di mais che dara' croccantezza. Salare senza timidezza.
Si friggono anche delle patatine e le si aggiungono sopra al burger. Vista la dimensione del mini burger ne ho messe poche, ma immaginate un Jucy Lucy di 15 cm coperto letteralmente di patatine. Anche qui, salare senza timidezza.
Ed eccoci al risultato finale, aperto come da regolamento per far vedere l'interno.
Appena messo nel piatto e' cominciata la Fase Ridolini......
- Presto, prima che si raffreddi e il formaggio non coli piu'...
- Dove ho messo il coltello, quello piu' affilato?
- Con la sinistra devo tener fermo l'insieme mentre taglio....
- Acciderbolina come scotta (veramente sono uscite altre parole)......
- Ma per la miseria (ancora altre parole) mi si sta rompendo tutto....
- Stai fermo mentre prendo la reflex.....
- Presto, scatta, scatta, scatta, mentre il formaggio sta ancora colando....
E pensare che un Jucy Lucy va solo addentato e goduto, altro che aperto e fotografato....
Devo dire che capisco mia moglie quando mi guarda e pensa (tanto lo so cosa pensa) "Tutto questo sbattersi per una gara. Questo MTC me lo esalta troppo....".
Sfinito, vi saluto.
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