09/10/09

Ci ritroviamo dopo il 20/10 - Indovinate dove saremo?


























Esatto !!!

Io e Anna Maria faremo una vacanza in Egitto: Cairo, Luxor, Crociera sul Nilo, etc.


PS - Questi qua sopra non siamo noi!


A parte la sabbia e i "sassi" (chiamo cosi' i reperti archeologici che tanto piacciono a Anna Maria), io daro' un occhio a ricette locali un po' fuori dal comune.



E speriamo di non cadere preda della maledizione di Tutankhamen....





















(Archivi Fotografici ed Immagini Royalty free)

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07/10/09

Risotto carote, pecorino e zenzero






























L'obiettivo era di preparare un risotto veloce, saporito e delicato allo stesso tempo, con un minimo di ingredienti. Penso proprio di esserci riuscito, l'abbinamento carote-pecorino-zenzero e' proprio azzeccato. Da tenere presente che il pecorino non dev'essere troppo stagionato: premendo con la punta di un dito la pasta deve cedere di pochissimo. Se cede troppo, allora il pecorino e' troppo giovane e dolce e non fa al caso nostro. Se non cede per niente probabilmente e' troppo stagionato e quindi di sapore troppo forte. Comunque se lo assaggiate e' meglio....

Ingredienti per 2 persone
160 gr. riso
Mezza cipolla, se possibile di Tropea o di Certaldo
3 carote medie
Mezzo bicchiere vino bianco
100 gr. pecorino di media stagionatura, pesato grattugiato
2 cucchiaini di zenzero in polvere
Brodo di carne
Buccia grattugiata di mezzo limone

Preparazione
Sbucciare le carote e tagliarle a cubetti di 1 cm, massimo massimo di 2. Grattugiare il pecorino. So che vi sembrera' troppo, una volta grattugiato, ma ci vuole tutto: datemi retta.
In 4 cucchiai di olio evo far soffriggere a fuoco medio la cipolla tritata finemente, finche' non imbiondisce.
Versare il vino bianco e farlo evaporare almeno della meta', quindi aggiungere i pezzetti di carote e farle scottare per un 2 minuti circa, mescolando due o tre volte.
Versare il riso e farlo tostare. Portare il riso a cottura aggiungendo via via il brodo, nel solito modo. Quando il riso e' quasi cotto assaggiare e aggiustare di sale.
A quel punto inizia la magia: incorporare lo zenzero macinato e il pecorino grattugiato, mescolando energicamente per non piu' di 30 secondi. Togliere dal fuoco e lasciar riposare per un minuto.
Sul vassoio di portata spolverare con il limone grattugiato.



Guardate che bellezza: ma non viene voglia di affondarci la forchetta?























All'assaggio si apprezza la fusione e il contrasto tra il dolce delle carote, che risultano anche leggermente e piacevolmente croccanti, il deciso sapore latteo del pecorino e l'aroma dello zenzero. Il limone da' un tocco di freschezza.

Risotto veloce, saporito e insieme molto delicato. Ve lo consiglio decisamente.

A presto :-)

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05/10/09

Pate' di alici al melograno


























I pate' mi piace averli nel piatto, pronti all'aggressione (pardon, degustazione). Farli mi piace un po' meno. Ma dovendo provarci ho scelto di non usare fegati e fegatini, non foss'altro che per evitare di sentire le vostre grida di dolore (NOOOO, FEGATO NOOOO! ANCORA!!!).
Ho allora scelto le alici, pesce azzurro, economico, salutare, ne dovremmo consumare di piu', etc. etc.
Dato il deciso sapore di pesce che le alici hanno ho deciso di accoppiarci un sapore di frutta, il fresco e acidulo della melagrana. Mai scelta fu piu' azzeccata.
Ne e' uscito qualcosa di cosi' delicato e chic da averlo iscritto nella mia lista di "piccoli capolavori". Della serie: quando ce vo', ce vo' :-)

Ingredienti, per persona
200-250 gr di alici, le piu' piccole che trovate
3 melagrane medie
1 fiocco di burro
Mezzo cucchiaino di agar-agar
Un pizzico di sale

Preparazione
Pulire le alici molto bene, togliendo la lisca centrale e la coda. Lavarle bene e lasciarle a bagno nell'aceto bianco per una decina di minuti, non di piu'.
Schiccare tutte le melagrane e spremere i chicchi di due di queste, conservando interi i chicchi della terza. Sulla spremitura: dopo alcuni tentativi patetici (uno di questi con uso del batticarne: stendiamo un velo pietoso sugli schizzi rossi tutt'intorno) ho dovuto usare la centrifuga con la quale Anna Maria si fa i suoi salutistici succhi. La centrifuga e' la scelta migliore, finche' non la dovete pulire... Scegliete voi il metodo che preferite.
A questo punto le alici vanno cotte. Si puo' scegliere tra saltarle in padella con un filo d'olio, scottarle in acqua bollente, cuocerle a vapore, o, infine, nel microonde.
Ho fatto diverse prove e mi sono deciso per il microonde. Siccome il microonde funziona tanto meglio quanto piu' liquido c'e' ho usato una fondina, ci ho messo le alici e le ho coperte con il succo di una melagrana. Ho scelto il microonde proprio per questo motivo, per far entrare il sapore della melagrana dentro le alici. Bastano 5-7 minuti a tre quarti di potenza.
Prendere le alici e tritarle finemente con la mezzaluna. Passare il trito nel bicchiere del minipimer e aggiungerci un pizzico di sale, un fiocco di burro (non l'ho pesato, OK?), un poco di succo di melagrana (poco) e il mezzo cucchiaino di agar-agar. Il burro serve per la morbidezza e l'agar-agar per la compattezza. Frullare a oltranza, senza aggiungere troppo succo di melagrana, altrimenti viene una pappetta. Passare 30 secondi al microonde, cosi' che l'agar-agar inizi a compattare l'insieme. A questo punto secondo le sacre regole dei pate' avrei dovuto passare il tutto al setaccio, ma non l'ho fatto. Il risultato non era setoso come avrebbe dovuto, ma era comunque ottimo.
Riempire delle formine individuali e metterle in frigo un paio d'ore. Al momento di servire tostare delle fettine di pane, sformare il pate' (buona fortuna, a me non riesce mai come vorrei, e la fotografia ne e' una prova...) e guarnire con tutti i chicchi di melagrana avanzati. Raccomandare ai commensali di mangiare anche i chicchi, che non sono li' per guarnizione...

All'assaggio il sapore di mare, fortissimo nelle alici, e' completato dall'asprigno della melagrana, che rende il tutto freschissimo e delicatissimo. Un matrimonio perfetto. Questa preparazione e' degna di essere offerta come cavallo di battaglia, il successo e' sicuro. E' buona, buona, buona!!

PS - La prossima volta usero' del pesce bianco, tipo branzino, meno saporito di mare, forse, ma piu' delicato. Devo provare...


A presto :-)

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02/10/09

Tea Time, due invenzioni giovanili

























1 - La versione invernale

Devo spiegare. Quando ancora ero uno studente Internet e i telefonini non esistevano, si studiava su veri libri e la vita sociale era unicamente di persona. Si parlava, cioe', guardandosi in faccia. Certi bui pomeriggi invernali li passavamo sui libri, a luce accesa. Oddio, non solo la luce, avevo anche la radio accesa, e mia madre: "ma come fai a studiare con tutto quel rumore?". Fuori faceva gia' scuro e magari pioveva. Verso le 4,30-5 una pausa calda si imponeva. Siccome, ormai e' noto, a me la roba dolce non piace un granche' una tipica merenda era il mio "te' strano", come lo chiamava mia madre.
Funziona cosi'. Si fa un te' e lo si lascia in caldo nella teiera. Poi si affetta una baguette (una frusta, si dice a Firenze) e si tostano le fettine con una gratella sul gas. Il profumo del pane tostato che si sparge in cucina e' gia' una prima soddisfazione... Poi ci si versa la prima tazza di te' e lo si zucchera poco. Si prende una fetta di pane ancora calda di tostatuta e ci si spalma del burro. Il burro comincia a sciogliersi e aggiunge il suo odore a quello del pane tostato. A questo punto ci si spolvera sopra un po' di sale, si inzuppa la fetta nel te' e la si porta alla bocca, calda e fragrante.
(Ecco, lo sapevo, le vostre sopracciglia si sono alzate). Ma, credetemi, questa merenda calda, odorosa e gocciolante, appena salata, e' una vera goduria.

Sotto, una fettina imburrata e salata in attesa di essere inzuppata nel te' caldo.























Una fetta tirava l'altra, tanto che mi ero organizzato: la teiera su un fuoco minimo, perche' tenesse il te' ben caldo in attesa della tazze successive, sul gas c'era la gratella che stava tostando le prossime fette, sul tavolo il panetto del burro, il coltello e la saliera. Questo e' uno dei ricordi che mi danno ancora piacere, mi tornano in mente lo scuro invernale fuori delle finestre, la luce accesa in cucina, il caldo del te' e gli odori che si sprigionavano dal burro caldo e dal pane tostato. E' anche vero che a cena a volte avevo poco appetito, ma, capirete, dopo che uno si e' mangiato una frusta di pane a merenda....
Vi consiglio di provare, sono sicuro che piacera' anche a voi.






2 - La versione estiva


























Premessa: la fotografia non rende giustizia a questa bonta'

Spiegazione - Certi pomeriggi estivi stare a studiare col caldo era davvero faticoso. Niente condizionatori. La radio, quella, era sempre accesa.... E' vero che finite le scuole in casa mi vedevano solo ai pasti ("ma che sei, a pensione?"), ma quando c'era da studiare si studiava. Sia perche' allora la scuola era quasi un lavoro, molto selettiva (e per questo ben formante, in attesa degli schiaffi che la vita ci avrebbe poi rifilato), sia perche' io prendevo sul serio l'impegno che la scuola richiedeva. Non so se capita anche a voi, ma anche oggi ogni tanto sogno di qualche esame o di qualche interrogazione, dove io non so proprio rispondere, in un crescendo di angoscia. Bene, anche in quei caldi e lenti pomeriggi serviva comunque una merenda stuzzicante. Non poteva certo essere un te' bollente, allora mi ero inventato un'altra merenda strana ("ma come fai a mangiare queste cose?").
Le fettine di pane andavano sempre tostate, ma aspettavo che si raffreddassero. Poi in una tazza mettevo della panna da montare comprata in latteria. Non c'erano ancora le confezioni. Prendevo una fettina di pane tostato, ci spremevo sopra delle gocce di succo di limone, la inzuppavo nella panna e procedevo a sgranocchiarla pigramente. Poi prendevo un'altra fettina etc. etc. Nei primi tentativi spremevo mezzo limone nella tazza della panna, ma tempo 5 minuti la panna era tutta cagliata!
Che dirvi? I sapori di tostato, della panna e del limone si completavano l'un l'altro e rendevano le fettine fresche e deliziose, perfette per quei pomeriggi caldi.
Erano anni che non le mangiavo, le ho rimangiate l'altro giorno dopo che le avevo fotografate. Sono ancora buonissime, ma condite con la gioventu' erano altra cosa.


Ecco qua. Ancora oggi non so dire quale versione sia piu' buona. Ognuna delle due era adatta a una diversa stagione ed era buona mangiata in quell'ambiente, quindi il paragone non e' neanche fattibile. La versione col te' caldo e' una vera e propria coccola, mentra la versione con panna e limone, oltre a coccolare, e' adatta anche per un antipasto (briciole sulla tovaglia a parte...).

Vi consiglio di provarle, sono molto appetitose e una fettina tira l'altra :-)

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01/10/09

News familiari

A chi potesse interessare: con Anna Maria e' tutto OK.
Si respira.

28/09/09

Risotto ai fegatelli, con 5 varianti


























Era tanto che volevo fare un bel risotto autunnale a base di fegato. Ma: fegato di vitello? Fegatini di pollo? Fegatelli di maiale? Ho provato gli ultimi due: con i fegatini di pollo e' piu' delicato, con i fegatelli di maiale e' decisamente piu' sapido. Qui troverete quest'ultimo, ma nessuno vieta di fare l'altro.
Poi c'era il problema di come aromatizzare il risotto, completando e contrastando il sapore del fegato. Ho deciso subito di scartare alloro, rosmarino e salvia: gia' visti. Ho sperimentato allora le 5 varianti citate nel titolo e devo dire che erano tutte buone. Una piu' delle altre, ma lascero' a voi indovinare quale.

Ingredienti per 2 persone
200 gr di fegatelli di maiale
1 grossa cipolla rossa, o 2 porri se vi piacciono di piu'
Mezzo bicchiere vino bianco secco
Brodo verdura. Non di carne, caricherebbe troppo
Olio evo
Le famose 5 varianti. Ma le vediamo dopo.


Preparazione
Tagliare i fegatelli a pezzetti di circa 1 cm. Tagliare la cipolla a fette. In una casseruola mettere 4 cucchiai olio evo e farci soffriggere la cipolla, senza farla colorire troppo. Aggiungere il vino bianco e farlo evaporare per meta'. Versare i pezzi di fegatelli e mescolare per mezzo minuto. Versare il riso e farlo tostare. Portare a cottura col brodo di verdura, nel modo solito. Avevo anche provato col brodo di carne, ma alla fine il riso aveva assorbito piu' il sapore del brodo che il sapore dei fegatelli. Ho anche fatto un tentativo con semplice acqua e il risultato era egualmente buono. Verso la fine assaggiare e aggiustare di sale.

E adesso alle varianti. Sono tutte da aggiungere sul vassoio di portata, non in cottura. Per evitare di fare 5 foto diverse ho usato 4 varianti per una sola foto, quella che avete gia' guardato all'inizio del post. Un'altra foto l'ho usata per la quinta variante. Ho fatto cosi' per esigenze fotografiche, voi scegliete la variante che piu' vi ispira e usate solo quella.
Variante 1 - Cacao amaro. Il sapore amarognolo smorzava il dolce dei fegatelli.
Variante 2 - Buccia di limone grattugiata. Dava un tocco agrumato di leggerezza.
Variante 3 - Erbette provenzali. Il tocco mediterraneo, il misto di aromi ci stava proprio bene.
Variante 4 - Basilico fresco. Dava un contrasto aromatico e di freschezza veramente sorprendente.

La variante 5 e' forse un po' balzana, ma ha cambiato moltissimo l'insieme dei sapori, secondo noi in meglio. In ogni caso in maniera diversa. A voi giudicare se l'abbinamento sia azzeccato o meno. Vedere la foto sotto.


























Si tratta di un bicchierino di moscato non troppo dolce, quindi non un vino da meditazione, ma proprio un vino. Molto aromatico, questo si, ma niente di zuccheroso. Il mio era un moscato del Sud. Come si usa? Semplice si versa sul risotto caldo e si mescola. Il profumo che si alza dal vassoio e' composito, non ve lo posso descrivere. Tanto meno vi posso descrivere il sapore risultante, vi basti sapere che il piatto diventa tutta un'altra cosa. Meglio? Peggio? Dipende dai gusti, cari miei, dovrete fare la prova voi stessi. Gettatevi nell'avventura, affrontate la novita'!!!

Sondaggio --> come ho gia' detto dovreste provare a indovinare quale delle 5 varianti mi e' piaciuta di piu', tenendo presente che descrizioni piu' lunghe non identificano necessariamente una preferenza.
Avanti, buttatevi: quale delle 5?


Sondaggio a parte vi invito a provare queste varianti, di sicuro vi stupiranno. Piacevolmente.

A presto :-)