1 - La versione invernaleDevo spiegare. Quando ancora ero uno studente Internet e i telefonini non esistevano, si studiava su veri libri e la vita sociale era unicamente di persona. Si parlava, cioe', guardandosi in faccia. Certi bui pomeriggi invernali li passavamo sui libri, a luce accesa. Oddio, non solo la luce, avevo anche la radio accesa, e mia madre: "ma come fai a studiare con tutto quel rumore?". Fuori faceva gia' scuro e magari pioveva. Verso le 4,30-5 una pausa calda si imponeva. Siccome, ormai e' noto, a me la roba dolce non piace un granche' una tipica merenda era il mio "te' strano", come lo chiamava mia madre.
Funziona cosi'. Si fa un te' e lo si lascia in caldo nella teiera. Poi si affetta una baguette (una frusta, si dice a Firenze) e si tostano le fettine con una gratella sul gas. Il profumo del pane tostato che si sparge in cucina e' gia' una prima soddisfazione... Poi ci si versa la prima tazza di te' e lo si zucchera poco. Si prende una fetta di pane ancora calda di tostatuta e ci si spalma del burro. Il burro comincia a sciogliersi e aggiunge il suo odore a quello del pane tostato. A questo punto ci si spolvera sopra un po' di sale, si inzuppa la fetta nel te' e la si porta alla bocca, calda e fragrante.
(Ecco, lo sapevo, le vostre sopracciglia si sono alzate). Ma, credetemi, questa merenda calda, odorosa e gocciolante, appena salata, e' una vera goduria.
Sotto, una fettina imburrata e salata in attesa di essere inzuppata nel te' caldo.

Una fetta tirava l'altra, tanto che mi ero organizzato: la teiera su un fuoco minimo, perche' tenesse il te' ben caldo in attesa della tazze successive, sul gas c'era la gratella che stava tostando le prossime fette, sul tavolo il panetto del burro, il coltello e la saliera. Questo e' uno dei ricordi che mi danno ancora piacere, mi tornano in mente lo scuro invernale fuori delle finestre, la luce accesa in cucina, il caldo del te' e gli odori che si sprigionavano dal burro caldo e dal pane tostato. E' anche vero che a cena a volte avevo poco appetito, ma, capirete, dopo che uno si e' mangiato una frusta di pane a merenda....
Vi consiglio di provare, sono sicuro che piacera' anche a voi.
2 - La versione estiva
Premessa: la fotografia non rende giustizia a questa bonta'
Spiegazione - Certi pomeriggi estivi stare a studiare col caldo era davvero faticoso. Niente condizionatori. La radio, quella, era sempre accesa.... E' vero che finite le scuole in casa mi vedevano solo ai pasti ("ma che sei, a pensione?"), ma quando c'era da studiare si studiava. Sia perche' allora la scuola era quasi un lavoro, molto selettiva (e per questo ben formante, in attesa degli schiaffi che la vita ci avrebbe poi rifilato), sia perche' io prendevo sul serio l'impegno che la scuola richiedeva. Non so se capita anche a voi, ma anche oggi ogni tanto sogno di qualche esame o di qualche interrogazione, dove io non so proprio rispondere, in un crescendo di angoscia. Bene, anche in quei caldi e lenti pomeriggi serviva comunque una merenda stuzzicante. Non poteva certo essere un te' bollente, allora mi ero inventato un'altra merenda strana ("ma come fai a mangiare queste cose?").
Le fettine di pane andavano sempre tostate, ma aspettavo che si raffreddassero. Poi in una tazza mettevo della panna da montare comprata in latteria. Non c'erano ancora le confezioni. Prendevo una fettina di pane tostato, ci spremevo sopra delle gocce di succo di limone, la inzuppavo nella panna e procedevo a sgranocchiarla pigramente. Poi prendevo un'altra fettina etc. etc. Nei primi tentativi spremevo mezzo limone nella tazza della panna, ma tempo 5 minuti la panna era tutta cagliata!
Che dirvi? I sapori di tostato, della panna e del limone si completavano l'un l'altro e rendevano le fettine fresche e deliziose, perfette per quei pomeriggi caldi.
Erano anni che non le mangiavo, le ho rimangiate l'altro giorno dopo che le avevo fotografate. Sono ancora buonissime, ma condite con la gioventu' erano altra cosa.
Ecco qua. Ancora oggi non so dire quale versione sia piu' buona. Ognuna delle due era adatta a una diversa stagione ed era buona mangiata in quell'ambiente, quindi il paragone non e' neanche fattibile. La versione col te' caldo e' una vera e propria coccola, mentra la versione con panna e limone, oltre a coccolare, e' adatta anche per un antipasto (briciole sulla tovaglia a parte...).
Vi consiglio di provarle, sono molto appetitose e una fettina tira l'altra :-)
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