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13/11/16

MTC num. 61 - Tiramissù della sensualità




In questo "Tiramissù della sensualità" la doppia S non e' casuale, ma riflette la grafia portoghese, o meglio brasiliana.   Sulla sensualita' non si potra' negare che un tiramisù scomposto come quello in foto non sia sensuale: come minimo appare come un letto dopo una notte d'amore.  Sugli altri dettagli torneremo nel seguito.

Questo mese, per la sfida MTC numero 61, il tema assegnato era il tiramisù, ma da legare "ad un film o ad una icona sexy della storia del Cinema Mondiale".







La sfida e' stata lanciata da Susy May del blog "Coscina di Pollo"  in quanto vincitrice della sfida precedente sulle tapas.   Il post con la quale la Susy ha vinto e' QUESTO



Qualche divagazione...

Come per ogni sfida la prima cosa da fare e' documentarsi e internet e' l'ideale per il primo approccio.   Che comunque va impostato con cautela.
Digitando in google "cucina sexy" le immagini che si ottengono hanno poco a che fare con la cucina, se non come locale ove sono esposte vaste aree di epidermidi femminili.  C'e' anche qualche raro maschietto, opportunamente tartarugato.
Riproviamo, aggiungendo la parola "cinema", ma non cambia poi molto, salvo che si vede qualche volto noto. 
Ancora non ci siamo, sara' il caso di rivolgersi alla propria memoria.   Film con argomento cuciniero (visti i risultati di google non volevo dire "culinario") ce ne sono a iosa.
Personalmente mi e' piaciuto "Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d'Europa", dove, appunto, i piu' grandi cuochi d'Europa vengono uccisi, ma allo stesso modo con cui ognuno di essi prepara il suo piatto preferito.  Ingegnoso, ma non sexy.

Mi e' piaciuto molto "La grande abbuffata".   Gli amanti del genere ricorderanno "La torta Andrea".
Nel film c'e' molto sesso, ma non erotismo che generi sensualita'.   Un bellissimo film, un capolavoro.   Piaciuto da morire (tanto per restare in tema).

Mi e' piaciuto "Ricette d'amore" dove la cupa atmosfera di Amburgo e la perfezione ossessiva della chef per l'alta cucina accademica costituiscono il leitmotif del film.
Quella perfezione ossessiva va a scontrarsi, nel corso del film, con la personalita' del cuoco italiano che alla fine risolvera' tutti i problemi, compresi quelli della vita sentimentale della chef.  Essendo il film di fattura tedesca il cuoco italiano e' reso fracassone e non allineato al rigido stile di vita tedesco, anche se poi assicura il lieto fine.  Vedere QUI     La chef e' affascinante in quanto perfetta, ma e' un po' fredda per essere sexy.

Un po' meglio, quanto a sexytudine, il remake americano del film, dove gli attori sono belli come dei modelli, e quindi poco credibili come cuochi, ma dove almeno la chef e' Catherine Zeta-Jones.  E non si dira' che non e' sexy, QUI 
Nonostante alcune trovate geniali, come "Sometimes life isn't made to order..."  io ancora non associo un tiramisu' a questo film, o a questa attrice, troppo bambolina.

Ricominciamo.

Per me un tiramisù e' qualcosa di estremamente sensuale, e' qualcosa da assaporare con tutti i cinque sensi, guardando, gustando, toccando, anche sporcandosi, e cosi' via.   E' come un matrimonio perfetto, o un'amante che ti rende felice e non ti rompe le scatole (il sogno di ogni uomo).

Allora io associo il tiramisu' a Isadora Becker, una food blogger brasiliana.
Ci sarebbe molto da dire sulle brasiliane, ma mi astengo.
Anche se, giorni fa, mentre ero a pranzo con alcune amiche il discorso e' caduto sul Portogallo e a me, birichino, e' venuto da chiedere alle amiche "Ma lo sapete come si dice preservativo in portoghese?".   Sguardo attonito delle amiche.   Al che ho continuato: "Si dice camisinha" e tutti ci siamo messi a ridere immaginando una camicina che vestisse... quello che doveva vestire.
Abbiamo immaginato la camicina gia' indossata, con le sue manichine corte, il suo collettino allacciato sotto la testa, con la sua fila di bottoncini, e cosi' via.   Poi e' arrivata la domanda "E a te chi te lo ha insegnato?" e ho risposto, come faccio sempre, che sono uno che legge molto.  
Abbiamo poi parlato della differenza di lingua tra portoghese-portoghese e portoghese-brasiliano e di come la versione brasiliana stia pian piano cambiando l'originale portoghese, anche solo perche' i brasiliani sono molto, ma molto piu' numerosi dei portoghesi.

D'altra parte anche fisicamente ci sono delle differenze.

Una per tutte il posteriore delle brasiliane, il loro vero strumento di seduzione.
Anche Barack Obama e' di questa opinione....





Cosa c'entra questo con Isadora Becker?  Niente, suppongo, anche se non la si vede mai a figura intera e percio' non si possono fare paragoni.
Ma Isadora e' speciale per altri meriti.   Per esempio nel suo blog ha una sezione "Comida de serie" dove ha riprodotto le ricette che vengono mostrate negli episodi di alcune serie televisive.   Tra l'altro ogni ricetta e' non solo elencata, ma anche recitata in video da lei.
E la recitazione viene adattata alla serie da cui e' tratta la ricetta.  Nel link che segue andate a cercare la ricetta relativa a "South Park", dove si e' truccata dal trucido cuoco di quella serie.  O a quella di "Dowton abbey", dove e' vestita secondo lo stile dell'epoca.   O la ricetta di "Once upon a time" (Cenerentola), dove si e' vestita da strega Grimilde.  O in quella di "Gilmore girls", acconciata come la protagonista della serie.   O come nella ricetta della serie "Orange is new black".   Lasciate per ultima la ricetta dei "Simpson". 

Spiritosa e intelligente.

Il link e' questo, fate passare il mouse su ogni foto.   O anche QUI.


Ma dove mi ha conquistato, e dove mi ha risolto il problema dell'aggancio tra tiramisù, film e sensualita', e' nel filmato qua sotto.   La ricetta e' relativa al film "O filho da Noiva" (il figlio della sposa).   Anche lei ha fatto il "Tiramissù", con le due S portoghesi.



Per me e' estremamente sensuale.   La mia candidata e' lei.



La ricetta

Iniziamo con la grande idea che ho avuto: usare uno stampo a forma di cuore.
L'ideale sarebbe stato uno stampo di vetro a forma di cuore, cosi' che si potesse vedere non solo il sopra del tiramisù.   Uno stampo cosi' non si trova, a meno di non farselo fare.
Allora ho cercato uno stampo in metallo che mi consentisse di costruire cuori in tiramisù di dimensioni diverse.   Non avevo ancora deciso se fare tiramisù monoporzione o grandi, da affettare.
Il marchingegno che ho trovato e' questo...





Che chiuso si presenta cosi'...   Le dimensioni che ho usato per il tiramisù sono 19 cm per 15.




Ammetto subito che l'idea non si e' dimostrata un granche' perche' quando si apre lo stampo il tiramisu' se ne va in giro per conto suo e la forma del cuore va a farsi benedire.
Per questo motivo nelle foto che seguono il tiramisù e' ritratto ben confinato dentro lo stampo.
Ho scelto di fare un tiramisù classico, solo aromatizzato al rum.
Al posto del cacao nel topping ho usato delle scaglie di cioccolato fondente, anche sparse con prodigalita' all'interno dell'impasto.


Ingredienti
Uno stampo "furbo", dimensioni 19x15 cm
700 g di mascarpone industriale, ma di ottima qualita'
100 g di zucchero semolato
4 cucchiai di rum bianco
3 tuorli di uova, medio-piccole
250 g di savoiardi classici, veronesi
700 ml di caffe' forte
90 g di cioccolato fondente

Esecuzione
In una boule di acciaio mescolare con una frusta elettrica ad alta velocita' zucchero, uova e rum, con lo scopo di introdurre aria.
Aggiungere il mascarpone e quasi tutte le scaglie di cioccolato fondente ed amalgamare a bassa velocita'.
Mettere in frigo per una trentina di minuti.   Nel frattempo ottenere il caffe' forte e lasciarlo raffreddare.
Al termine del riposo prendere lo stampo e formare il cuore.   Imbibire i savoiardi e disporli a formare uno strato di fondo.
A causa della forma furba dello stampo riempire i vuoti con pezzetti di savoiardi tagliati a misura.
Coprire con meta' del mascarpone lavorato, fare un altro strato di savoiardi e coprire con il mascarpone rimasto.
Qui sotto lo stampo riempito, con l'impasto ancora da levigare.











Poi, per un doveroso omaggio al posteriore delle brasiliane e' bastato girare lo stampo...











Cospargere con scaglie di cioccolato fondente e riporre in frigo, a temperatura non inferiore a cinque gradi, fino a poco prima di servire.



Il savoiardo vuole richiamare la freccia che trafigge il cuore. 
E questo e' il mio massimo di creativita', per questa volta.






Come ho detto ho scelto questa foto perche' secondo me ben rappresenta la sensualita' di questa ricetta.   Un dessert da apprezzare con tutti i sensi, buttandosi e godendone con entusiasmo.

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31/03/11

La "torpedine", rivista come ganache della staffa



















Memore delle "torpedini" della mia gioventu' ho voluto provare a fare qualcosa di simile, da offrire come ultimissima cosa a fine pasto. Come un bicchiere della staffa, appunto.
Cos'e' una "torpedine"? E' una specie di bicchiere della staffa tradizionalmente consumato a Livorno. Ma non in casa, bensi' in piedi, al bar, dove "lo fanno bono". (De'!)
E' un caffe' corretto con liquori molto forti, aromatici, sul tipo del ponce. Il tutto viene scaldato al beccuccio della macchina del caffe' finche' non e' praticamente bollente. E' detto torpedine perche' appena bevuto arriva allo stomaco come una torpedine, appunto.  Come un siluro.  Li' esplode e rende i pensieri vaghi e ottimisti. E taglia le gambe.
Vi assicuro che anche in pieno Gennaio si esce dal bar arrossati e accaldati, ci si leva il cappotto e si va, incuranti del vento tagliente. (De'!)
Oggi lo preparano ("quello bono") vicino al porto, o, forse, nella strada che va alla stazione.
Ma voi, se andate a Livorno, andate a cercare uno di questi posti e godetevi l'esperienza!!!!
In Wikipedia e' descritto come "un ponce rinforzato", vi ricopio qui un estratto....
""" Ai giorni nostri, la preparazione del ponce, come comunemente si può osservare nei bar di Livorno e delle zone limitrofe, avviene così: si utilizza un tipico bicchierino di vetro piuttosto spesso (localmente detto "il gottino"), leggermente più grande di quello che normalmente si usa per il caffè; si dosa lo zucchero e si aggiunge una scorza di limone (denominata "vela"); si versa il "rumme": nella ricetta del ponce si può usare questo liquore da solo, un mix di "rumme e cognac" o "rumme e Sassolino": il giusto dosaggio del liquore si ottiene usando come riferimento il bordo superiore dei semicerchi che si trovano alla base del bicchiere. Quindi, con il beccuccio del vapore della macchina espresso, si porta la mistura ad ebollizione e, prontamente, si colma il bicchiere con un buon caffè ristretto.
Il ponce deve essere bevuto caldo bollente, dopo una rapida mescolata dello zucchero che non si fosse ancora disciolto.
La TORPEDINE è una versione "rinforzata" del ponce: si effettua aggiungendo alla polvere di caffè una puntina di zenzero. Il risultato è un ponce particolarmente forte """.

Io, sull'onda del ricordo, ho fatto una cosa molto piu' vicina al dessert che alla torpedine classica, e anche molto meno alcolica. Molto, molto meno...
E vorrei pure vedere, con gli stomaci delicati che ormai in questi giorni tutti ci ritroviamo....
Ho usato al posto del caffe' una ganache di fondente, e altre cose. L'intento era di fare un dessert al caffe' che facesse anche da bicchiere della staffa. Una "ganache della staffa", appunto.
Andiamo a vedere....

Per ogni bicchierino
Cioccolato fondente, cacao non piu' del 60%
Panna
2 cucchiai di caffe' forte
mezzo cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio liquore al caffe'
Pezzetti di crumble o di biscotti
Dadini di pera

Preparazione
Fare del caffe' forte. Sbucciare la pera e tagliarla a dadini di 1 cm, piu' o meno. Tritare il cioccolato fondente. Siccome il risultato, per via del caffe',  sara' dolceamaro il cioccolato non deve avere piu' del 60% di cacao, ne' essere extraamaro.
Portare la panna a ebollizione, abbassare il fuoco al minimo, quindi aggiungere il trito di cioccolato e mescolare finche' il cioccolato sia sciolto. Tenere il risultato piuttosto liquido, cioe' non esagerare col cioccolato.
In ogni bicchierino mettere i dadini di pera, riempiendolo per meta'.  In un pentolino scaldare il caffe' fino quasi al punto di ebollizione, aggiungere mezzo cucchiaino di zucchero e il liquore al caffe'. Mi ricordo di un liquore che era definito "sovrano correttore del caffè", non so se lo vendono ancora. Se piace l'aroma di agrumato aggiungere una mini scorzetta di limone. Piccola, altrimenti l'agrumato copre gli altri sapori. Io non l'ho aggiunta.
Versare il caffe' corretto ben caldo nel bicchierno e subito dopo la ganache calda. Spezzettare sopra del crumble o dei biscotti di cereali, tipo quelli del mulino pallido.
Attenzione: versare prima il caffe' e DOPO la ganache. Se farete il contrario vi succedera' come e' successo a me la prima volta: parte una forte reazione chimica che produce schiuma e allaga il piano cottura.  Incredibile.  Ma e' cosi'.
Servire subito, con cucchiaino annesso.
Visto che bel bicchierino abbiamo trovato in fondo a un armadio? E il centrino? Anna Maria me l'ha stirato apposta, per farmi fare bella figura (santa donna...).





















All'assaggio si sente la morbidezza della ganache, il sapore del caffe' e l'aroma (che va su per il naso) del liquore caldo al caffe'. Un vero genere di conforto....
La pera serve per dare freschezza e il crumble per avere un contrasto di consistenze.
Guardate le facce dei vostri invitati, e ascoltate il loro silenzio: sono li', tutti concentrati, a ripulire il bicchierino.

Provatelo, e' buonissimo.

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30/06/10

L'Onda di caffe' 2 - Sedano




















I contenuti dei blog vanno a ondate: in questi giorni e' il caffe' nei primi piatti a godere dei favori dei foodblogger.
Potevo io restare indietro? Certo che no.
Gia' nell'ultimo post sul caffe', ispirato da Heinz Beck, ho accoppiato capperini di Pantelleria e caffe'. Oggi invece ho usato del sedano e il risultato e' stato delicatissimo e insieme molto gustoso.
La ricetta potrebbe chiamarsi "Pennoni giganti alla crema di ricotta con sedano, caffe' e arancia".
Anche questa volta la mia cavia preferita, Anna Maria, ha apprezzato e anzi ha detto che questa versione le piaceva di piu'.

Ingredienti per 2 persone
160 gr di pasta di buona qualita', qui pennoni giganti
4 coste di sedano
200 gr di ricotta fresca
60-70 gr di yoghurt bianco
Polvere di caffe'
Polvere di arancia (o buccia grattugiata)

Preparazione
Pulire le coste di sedano e tagliarle a pezzetti di max 2 cm. In una pentola mettere dell'acqua sufficiente a cuocere la pasta, salare abbondantemente e aggiungere i pezzi di sedano. Far bollire per almeno 5 minuti, per fare insaporire bene l'acqua.
Buttare i pennoni. Nel frattempo (in cucina c'e' sempre un "nel frattempo") mettere la ricotta in un pentolino a fuoco minimo, aggiungete un pizzico di sale (ci vuole!) e lo yoghurt. Il sapore dello yoghurt serve a contrastare un poco il latteo dolcino della ricotta. Amalgamare bene senza far bollire. Il risultato dovra' essere una crema fluida. Nella foto ho usato troppa poca crema, che durante il servizio fotografico (muovi di qua, muovi di la', cambia la luce, etc) si e' pure rappresa. Quando fate voi la crema tenetela bella fluida e siate generosi nel condire la pasta.
NOTA per gli intolleranti ai latticini: al posto di ricotta e yoghurt potreste usare del Brie, nel quale il lattosio e' praticamente inesistente. Fluidificare con burro. Non sara' la stessa cosa. Pero'.....
Scolare i pennoni molto al dente, impiattarli assieme ai pezzetti di sedano e coprire con abbondante crema di ricotta. Cospargere con polvere di arancia (o con buccia grattugiata) e aggiungere intorno, e un po' anche sopra, abbondante polvere di caffe'.





















All'assaggio i sapori del sedano cotto, della crema di ricotta e yoghurt e del caffe' si fondono in un insieme armonioso, dove un sapore non prevale sugli altri. Il sentore agrumato dell'arancia da' freschezza e garbo.
Un insieme insolito, delicatissimo e gustoso, da consumare con concentrazione.

Provate :)

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24/06/10

L'Onda di caffe' 1 - Capperi


















I contenuti dei blog di cucina vanno a ondate: in questi giorni e' il caffe' nei primi piatti a godere dei favori dei foodbloggers.
Potevo io restare indietro? Certo che no.
Una sana voglia di pasticciare e inventare mi ha preso, e ho prodotto due ricettine. Questa di oggi sarebbe da titolare come "Mezzi rigatoni alla crema di ricotta, con capperi e caffè".
L'accoppiata capperi e caffe' e' stata creata dal grande Heinz Beck, che, racconta, un giorno per caso ha mangiato un cappero dopo che aveva assaggiato della polvere di caffe'. Riferisce che quello che, dopo, restava in bocca era un sentore di nocciola.
Non so voi, ma io ho provato subito, e devo riconoscere che il grande Heinz aveva perfettamente ragione!!
Con questo sapore ancora in bocca ho pensato a come sfruttarlo in una ricetta tutta mia.
E' piaciuta moltissimo anche alla mia cavia preferita, Anna Maria, che se e' il caso e' spietata, e non si perita di dirmi "fa schifo", accompagnando il giudizio con smorfie terribili (avete presente le maschere giapponesi? Ecco).
Questa volta l'assaggio e' continuato a lungo, portando quasi all'esaurimento del piatto di prova. Buon segno....

Ingredienti per 2 persone
160 gr di pasta corta, qui mezzi rigatoni abruzzesi
6 cucchiai di capperini Pantelleria sotto sale
200 gr ricotta fresca
60-70 gr yoghurt bianco
Polvere di caffe'

Preparazione
Mettere i capperini in un colino e dissalarli un paio di minuti sotto l'acqua, agitando bene. Se siete come me trattenetevi dai troppi assaggi, io li finirei cosi' come sono, uno dopo l'altro. In una pentola mettere acqua e capperi, e un pizzico di sale. Far bollire qualche minuto poi buttare i mezzi rigatoni. Dopo diverse prove ho trovato una pasta abruzzese che mi ha veramente soddisfatto: l'acqua resta bella chiara e la pasta non scuoce. Gli spaghetti non sono altrettanto buoni (secondo me), ma nella pasta corta questi signori d'Abruzzo sono all'altezza dei pastai artigiani della Campania.
Bollendo, l'acqua si colorera' delle nuances dei capperi e nell'aria si diffondera' un odorino che provochera' la solita richiesta dalla stanza accanto: "cosa stai facendo?".
Siccome ho giudicato che i capperi semplicemente dissalati sono un po' troppo gagliardi ho preferito usarli per insaporire l'acqua dove cuocera' la pasta. Lo scopo e' duplice: smorzare i capperi e far penetrare il loro profumo dentro il corpo della pasta.
Nel frattempo (in cucina c'e' sempre un "nel frattempo") mettere la ricotta in un pentolino a fuoco minimo, aggiungere un pizzico di sale (ci vuole!) e lo yoghurt. Il sapore dello yoghurt serve a contrastare un poco il latteo dolcino della ricotta. Amalgamare bene senza far bollire. Il risultato dovra' essere una crema fluida. Nella foto ho usato troppa poca crema, che poi durante il servizio fotografico (muovi di qua, muovi di la', cambia la luce, etc) si e' pure seccata. Quando la fate voi fatela bella fluida e siate generosi nel condire la pasta.
NOTA per gli intolleranti ai latticini: al posto di ricotta e yoghurt potreste usare del Brie, nel quale il lattosio e' praticamente inesistente. Fluidificare con burro. Non sara' la stessa cosa. Pero'.....
Scolare i mezzi rigatoni, impiattare insieme ai capperi di cottura, coprire con abbondante crema di ricotta e spruzzare con polvere di caffe'. Se vi capita qualche capperino con il gambo lungo (vedi foto) non scartatelo, con il suo aspetto vagamente spermatozoico sara' motivo di scherzi a tavola :)




















All'assaggio i sapori dei capperi (ingentiliti dalla cottura), della crema di ricotta, dello yoghurt e quello del caffe' si fonderanno in un risultato inaspettato. Buono? Buonissimo....
Probabilmente la prima volta sarete timorosi e salerete pochissimo (a me e' successo), ma la volta dopo metterete un po' piu' di sale. Vedrete, vi piacera'.
Procuratevi la vostra cavia di fiducia e -senza far vedere il piatto- imboccatela con decisione, chiedendo un parere. Vedrete che la cavia restera' perplessa, quasi diffidente, poi vi dira': "ma e' buono, cosa ci hai messo? Ci sento un sapore come di caffe'....".
La soddisfazione del cuoco non e' solo quella di cucinare, conta molto anche vedere che gli altri gradiscono e sono soddisfatti.
E vai!!!
Sapori nuovi, ma squisiti.
Provate :)

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